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uomo con mal di schiena

Due facce della stessa medaglia

 

Intervista alla nostra esperta Dott.ssa Daniela Cimpeanu
di Roberto Scenna Biagioli

Quando il dolore lombare racconta una storia di disagio intestinale. Scopriamo il legame invisibile tra intestino e schiena. Stiamo intervistando la Dott.ssa Daniela Cimpeanu, esperta in benessere e prevenzione dei disturbi gastrointestinali, Doctor of Science in Naturopathy, major Dietology and Nutrition, nonché autrice del libro ”L’intestino: l’origine di tutte le patologie – Ripuliamo l’intestino e riaccendiamo la nostra salute”.

Dott.ssa mal di schiena e colon irritabile, vi è una correlazione e quale? A prima vista, il mal di schiena e la colite possono sembrare affatto scollegati, ma in realtà sono interconnessi. L’infiammazione delle mucose del colon, tipica della sindrome dell’intestino irritabile, si manifesta spesso con spasmi e dolori addominali che possono irradiare verso la zona lombare. Molti pazienti non si rendono conto che il malfunzionamento del colon può essere alla base di numerosi disturbi fisici. Spesso, i sintomi non si manifestano dove ha origine il problema. Ad esempio, un colon costipato può esercitare pressione sui nervi spinali, causando mal di schiena, sciatica e dolori agli arti. Le tossine rilasciate da un intestino poco sano possono influenzare anche altre parti del corpo, portando a cefalee e sinusiti. La varietà di sintomi associati alla congestione del colon è vasta e può includere; dolori addominali, gonfiore, feci maleodoranti, stitichezza, diarrea, candidosi, cistite ricorrente, bocca amara impastata, pesantezza dopo i pasti, reflusso gastroesofageo, sonnolenza postprandiale, allergie, aumento di peso e difficoltà a dimagrire, eccessiva sudorazione, stanchezza marcata e molto altro. È fondamentale prestare attenzione a questi segnali, poiché potrebbero indicare la necessità di disintossicazione organica o pulizia intestinale.

Abbiamo stabilito che spesso al colon irritabile siano associati dolori muscolo scheletrici legati al mal di schiena, come sono collegati fra lori? L’importante è ascoltare il corpo, la pancia “parla” e racconta lo stato di salute intestinale. Ignorare i sintomi che l’organismo invia equivale a trascurare segnali di allerta. Intervenire tempestivamente può prevenire il peggioramento di patologie o la loro cronicizzazione. L’intestino è il motore che regola il funzionamento di tutti gli organi: un intestino pigro non riesce a smaltire le scorie pericolose, che possono accumularsi e causare infiammazioni e malattie.

In che modo la stitichezza, se trascurata, può compromettere il funzionamento dell’intestino e altri organi del corpo? La difficoltà di svuotare l’intestino dal materiale di scarto è un problema sempre più diffuso. Non eliminare correttamente le scorie dal colon equivale a mantenere in funzione un sistema di smaltimento rifiuti in sciopero. Il ristagno del materiale fecale porta a un processo di putrefazione, che irrita la mucosa intestinale e ne compromette la permeabilità, dando origine alla sindrome dell’intestino permeabile (leaky gut syndrome). Il cibo impiega normalmente diciotto ore per attraversare l’organismo ed essere eliminato. Se consumiamo tre pasti al giorno e abbiamo un solo stimolo evacuativo ogni cinque giorni, ci saranno residui di quindici pasti da eliminare. La stipsi è un disturbo da non sottovalutare perché può avere effetti gravi sulla salute dell’intero organismo. Innanzitutto se le feci rimangono troppo a lungo nell’intestino i capillari ed il sistema linfatico finiscono per riassorbire una quantità di sostanze che dovrebbero al contrario essere espulse. Questo porterà nel tempo ad accusare numerosi disturbi gastrointestinali. Quando l’intestino è ipoattivo, i residui tossici possono essere assorbiti più facilmente attraverso la parete intestinale nel flusso sanguigno e da questo depositati nei tessuti.

Cosa succede quando il colon è inefficiente? Un colon inefficiente porta a una serie di conseguenze negative per la salute: – Le feci diventano dure e piccole, tipiche della stitichezza, un disturbo che molti esperti considerano concausa di numerose malattie. – La materia fecale stagnante irrita la mucosa intestinale, creando un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri patogeni come la Candida e l’Escherichia coli. – Le tossine accumulate possono facilmente entrare nel flusso sanguigno, indebolendo i tessuti e gli organi del corpo e sovraccaricando il sistema immunitario.

Un approccio naturale alla disintossicazione. La depurazione dell’intestino è fondamentale per il benessere generale e esercita un’influenza positiva su molti aspetti della nostra salute. La Dr.ssa Daniela Cimpeanu ha ideato il programma delle 5R, un metodo terapeutico completo progettato per ripristinare la funzionalità gastrointestinale, coadiuvando l’azione medica con un piano terapeutico naturale Biointegrato. Frutto di anni di ricerca, questo protocollo unisce Nutraceutica Fisiologica e Fitoterapia, basandosi su principi di integrità, vitalità, qualità ed equilibrio, in perfetta armonia con la natura e la fisiologia umana. Le cinque regole fondamentali del metodo sono mirate a preservare la salute dell’intestino, a partire dalla sua pulizia, seguita dal riequilibrio del microbiota intestinale, dalla salvaguardia dell’integrità della mucosa e dal controllo dell’insorgenza di infiammazioni. Inoltre, questo programma contribuisce a mantenere un intestino sano, con effetti benefici su tutto l’organismo. Il protocollo si propone di ripristinare la funzionalità gastrointestinale attraverso cinque interventi chiave:

1. Rimuovere le tossine: il primo passo consiste nel liberare l’intestino da sostanze nocive, come tossine, residui fecali e batteri patogeni. Si utilizzano rimedi fitoterapici specifici per disintossicare il tratto gastrointestinale e facilitare l’eliminazione di residui dannosi.

2. Riossigenare: questa fase prevede l’ossigenazione del colon per ridurre la proliferazione di batteri anaerobici, responsabili di fermentazione e putrefazione. È essenziale preparare l’intestino all’introduzione di fermenti lattici.

3. Ripristinare la flora batterica: dopo aver rimosso le tossine e riossigenato le mucose, si procede a reintegrare i batteri benefici nell’intestino. L’assunzione di probiotici diversificati è cruciale per ripristinare l’equilibrio del microbiota, migliorare la digestione e supportare il sistema immunitario.

4. Riparare la mucosa intestinale: si lavora per ripristinare l’integrità della mucosa intestinale, migliorando la sua funzione di barriera e assorbimento. Si utilizzano rimedi ricchi di nutrienti e antiossidanti per ridurre l’infiammazione e rinforzare le cellule epiteliali.

5. Reintegrare: infine, vengono reintegrati tutti quei fattori di cui si evidenziano carenze, come gli enzimi digestivi. La carenza enzimatica può compromettere la capacità digestiva e, di conseguenza, l’assorbimento dei nutrienti. L’integrazione di enzimi digestivi, sali biliari o fosfolipidi (lecitine) può contribuire notevolmente a migliorare i sintomi digestivi.

L’importanza dell’ascolto del corpo. In sintesi, il legame tra mal di schiena e colite è più forte di quanto si possa pensare. Un intestino sano è fondamentale per garantire il benessere dell’intero organismo. È cruciale prestare attenzione ai segnali che il corpo invia e non sottovalutare i sintomi, poiché un intestino in equilibrio può prevenire una serie di disturbi e migliorare la qualità della vita.

Dott.ssa Daniela Cimpeanu NaturStudioSalute Piazza Conca D’Oro – 00141 Roma
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